Wing foil

Wing foil a Olbia: la guida per iniziare da zero

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Rider in volo sul foil con la wing in mano sopra l'acqua alle Saline, Olbia

Negli ultimi anni il wing foil è comparso un po’ ovunque, dalle baie atlantiche ai laghi alpini, e se passi un’estate a Olbia lo avrai già visto in azione: rider che sembrano galleggiare a mezz’aria, in silenzio, senza onde sotto la tavola. È lo sport da vela più giovane e in più rapida crescita, e questa guida racconta com’è fatto, come si impara e perché Le Saline è un ottimo posto per provarlo. Lo vediamo ogni stagione: persone che passano dal “non ci riuscirò mai” al primo volo sul foil nel giro di pochi giorni.

Cos’è il wing foil

Il wing foil (o wing surf, o “winging”) combina tre elementi:

  • una wing, un’ala gonfiabile che tieni in mano e che cattura il vento, senza cavi né barra;
  • una tavola galleggiante, simile a un piccolo SUP rigido;
  • un foil, l’ala subacquea montata sotto la tavola che, oltre una certa velocità, genera portanza e solleva tutto fuori dall’acqua.

Il risultato è quella sensazione di volo silenzioso che hai visto da riva. Quando il foil “stacca”, l’attrito con l’acqua quasi sparisce: scivoli via liscio e fluido, anche con poco vento e senza bisogno di onde. La differenza più grande rispetto al kitesurf è che qui non c’è nessun kite collegato a te tramite cavi: la wing la tieni semplicemente con le mani e, se vuoi, la molli, e galleggia accanto a te. Questa autonomia, come vedremo, cambia molto la curva di apprendimento. Se ti stai chiedendo quale dei due fa per te, c’è un confronto dedicato in kitesurf o wing foil.

Perché cresce così in fretta

Le ragioni sono concrete. La prima: è più gestibile. La wing non ha cavi che si aggrovigliano, non ti trascina come può fare un kite mal gestito e si “spegne” semplicemente lasciandola andare verso il vento. Per chi ha un sano rispetto della potenza del vento, è un ingresso meno intimidatorio.

E poi vola con poco: una volta sul foil serve molto meno vento per planare rispetto a una tavola tradizionale, quindi più giornate utili e meno tempo passato a guardare il mare piatto. L’attrezzatura, tra l’altro, è compatta: wing sgonfia, tavola e foil smontabile entrano in un’auto o in una sacca, un vantaggio enorme per chi viaggia.

C’è infine la progressione, che è gratificante: i primi traguardi arrivano in fretta, e ogni livello successivo (le virate, le strambate, le prime onde) regala una soddisfazione nuova. È uno sport che continua a dare obiettivi per anni.

Come si impara, passo dopo passo

Imparare il wing foil è un percorso di tappe chiare, e bruciarle è il modo più sicuro per scoraggiarsi. Ecco come lo affrontiamo con i nostri allievi.

1. Gestire la wing

Tutto comincia con la wing in mano, a terra sulla spiaggia, prima ancora di pensare alla tavola. Qui impari le cose che userai per sempre: come orientarla rispetto al vento per dosare la potenza, come tenerla neutra quando non ti serve, come passarla da una mano all’altra nei cambi di direzione. È la fase che tutti vorrebbero saltare, ed è quella che ripaga di più: quando la wing diventa un’estensione del braccio, tutto il resto arriva più semplice.

2. Trovare l’equilibrio sulla tavola

Il secondo passo è salire sulla tavola (di solito grande e molto stabile) senza ancora cercare il volo. L’obiettivo qui è trovare il baricentro: prima in ginocchio, poi in piedi, poi i primi spostamenti usando la spinta della wing. Sembra banale, ma è qui che il corpo costruisce la memoria dell’equilibrio dinamico.

3. Il pump: dare energia al foil

Quando equilibrio e gestione della wing cominciano ad andare d’accordo, entra in gioco il pump: quel movimento ritmico di gambe e corpo, accompagnato dalla spinta della wing, che dà al foil l’energia per generare portanza. È il gesto che precede il decollo. All’inizio sembra goffo, poi diventa naturale, quasi una pedalata fluida.

4. I primi voli sul foil

Ed eccoci al momento che aspettavi. Con abbastanza velocità il foil stacca e la tavola si solleva di qualche centimetro. I primi voli durano un secondo o due, poi ricadi: è normale, è giusto così. Piano piano i secondi diventano metri e i metri diventano una bordata intera. Da lì si continua a costruire: virate, strambate, navigazione di bolina e, per chi vuole, le onde.

Imparare in sicurezza fa la differenza

Il wing foil è più gestibile di altri sport del vento, ma resta uno sport in cui il foil sotto la tavola è una lama che taglia l’acqua ad alta velocità: va trattato con rispetto e con la tecnica giusta. Per questo conta il modo in cui impari, prima ancora di quanto ti alleni. Nelle nostre lezioni di wing foil a Olbia usiamo tre cose che cambiano l’esperienza:

  • un gommone d’appoggio, che ci permette di fare lezione in mare, scegliere il punto giusto della baia e lavorare in sicurezza anche quando la direzione del vento non sarebbe ideale per restare a riva;
  • il radio-casco, con cui l’istruttore ti parla in tempo reale mentre sei in acqua: niente urla da riva o gesti incomprensibili a cinquanta metri, ma una voce calma nell’orecchio che ti corregge istante per istante;
  • attrezzatura adatta al livello e inclusa, con tavole più grandi e stabili all’inizio e foil progressivi man mano che cresci. Siamo partner ufficiali Duotone, ION e Fanatic e gli istruttori sono certificati CONI / MSP Italia.

Le lezioni possono essere individuali o di gruppo, fino a tre persone per il wing, così scegli il ritmo che preferisci.

Perché Le Saline è perfetta per il wing foil

Lo spot fa una differenza enorme quando impari, e Le Saline, per il wing, ha tutto quello che serve. È la spiaggia in Via Isola Padron Fiaso, a pochi minuti dal centro di Olbia, dove facciamo base; l’abbiamo raccontata per intero nella guida completa alle Saline, ma ecco cosa la rende speciale proprio per il wing.

Entri dritto in mare: niente scogli, niente ostacoli, dalla sabbia sei subito in acqua. Il fondale scende in fretta, ma per il wing non è un problema: la tavola, grande e galleggiante, ti fa da appoggio e la wing galleggia da sé, così hai un punto fermo anche mentre cerchi l’equilibrio e provi il pump. E il vento è amico di chi impara: qui soffia soprattutto uno scirocco termico, in genere side-on, di lato verso riva, l’orientamento più sicuro per chi comincia. Soffia anche il Maestrale da nord-ovest, ma è il termico, costante e prevedibile, a regalare le sessioni migliori, ed è più presente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno.

Per chi è il wing foil

La domanda che ci fanno più spesso è: “ma sarò capace?”. La risposta, quasi sempre, è sì.

  • Se non hai mai fatto sport d’acqua del vento, il wing foil è probabilmente l’ingresso più dolce che ci sia: la gestione dell’ala è intuitiva e ci si muove presto.
  • Se vieni dal kitesurf, dal windsurf o dal SUP, hai già metà del lavoro fatto: il rapporto con il vento o l’equilibrio sulla tavola ti danno un vantaggio. Se invece il SUP ti incuriosisce come prima esperienza in acqua, diamo anche lezioni di SUP a Olbia.
  • Se temi di non essere abbastanza atletico, sappi che il wing foil premia la tecnica più della forza. Bambini, adulti, persone che non si consideravano sportive: li abbiamo visti volare tutti.

E se sei un principiante assoluto e vuoi capire come si imposta il primo approccio ad acqua, vento e materiali, trovi spunti utili anche nella guida pensata per chi parte da zero, kitesurf per principianti a Olbia: molti principi sulla lettura del vento e sulla sicurezza valgono identici per il wing.

Come arrivare e organizzarti

Aeroporto e porto sono a pochi minuti dallo spot, e l’auto resta il mezzo più pratico per muoversi, anche verso le zone vicine. Per i dettagli logistici e l’orario migliore in base al vento, scrivici: organizziamo tutto insieme.

Il primo volo

Con lo spot giusto, l’attrezzatura adatta e qualcuno che ti parla nell’orecchio mentre impari, il primo volo è più vicino di quanto pensi. Quando vuoi provare, dai un’occhiata alle nostre lezioni di wing foil a Olbia e scrivici: ci vediamo alle Saline.

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