Imparare il kitesurf

Kitesurf per principianti a Olbia: come iniziare

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Istruttore che spiega le basi del kitesurf a un allievo principiante sulla spiaggia delle Saline, Olbia

Visto dalla spiaggia, il kitesurf può sembrare roba da acrobati. Da vicino è un’altra storia: per cominciare non serve un fisico da atleta e nemmeno esperienza di sport d’acqua. Serve un buon spot, e serve un istruttore che ti segua da vicino per qualche giornata.

Insegniamo alle Saline, la spiaggia a pochi minuti dal centro di Olbia, e qui raccontiamo come si comincia davvero: com’è fatta una prima lezione, le tappe dell’apprendimento, quanto tempo serve e perché questo angolo di Gallura è tra i posti più indicati in Sardegna per partire da zero.

Com’è la prima lezione

Dimentica l’idea di salire subito sulla tavola e schizzare via: non funziona così, e per fortuna. Imparare il kitesurf è un percorso a tappe, costruito perché ogni passo prepari il successivo. E la prima cosa che impari non è la tavola, è il kite.

Una prima lezione comincia a terra, dove non ci sono acqua né tavola a complicare le cose. Qui prendi confidenza con la vela (il kite), con le linee, con la barra di controllo e con il sistema di sgancio rapido. Capisci dove sta il vento, come si muove la vela nella “finestra di volo” e, soprattutto, come fermarla e depotenziarla quando vuoi. È la fase meno spettacolare e la più importante, perché è qui che nasce la sicurezza: nel kitesurf contano la lettura del vento e il controllo della vela molto più della forza, e quando il kite smette di essere un oggetto misterioso il resto viene quasi da sé. Solo a quel punto si entra in acqua, ed è lì che comincia il percorso vero.

Le tappe dell’apprendimento

Ogni allievo è diverso, ma la progressione segue sempre la stessa logica. Conoscerla in anticipo aiuta a sapere a che punto sei e a non farti prendere dalla fretta.

1. Controllo della vela

È il fondamento di tutto. Impari a pilotare il kite con precisione: portarlo dove vuoi, tenerlo fermo, generare potenza in modo dosato e toglierla quando serve. All’inizio si lavora con vele piccole e a terra, poi in acqua con l’istruttore. Senza un buon controllo della vela non ha senso andare oltre: è proprio la fase in cui molte scuole vanno di fretta, e quella in cui tu dovresti invece pretendere calma.

2. Body drag

Il body drag è la fase in cui ti lasci trascinare in acqua dalla vela, senza tavola. Sembra un dettaglio, ma è una competenza che salva la giornata: serve a recuperare la tavola quando ti sfugge (e ti sfuggirà, è normale) e a muoverti in acqua usando solo il kite. Lo imparerai in tutte le direzioni, compreso il drag controvento, che ti riporta verso il punto da cui sei partito.

3. Water start

Il momento che tutti aspettano è il water start: il gesto con cui ti alzi in piedi sulla tavola usando la potenza della vela. Le prime partenze sono brevi, qualche metro e poi giù; poi diventano più lunghe e stabili. Cadrai decine di volte, ed è giusto così, perché ogni caduta ti insegna a dosare meglio la potenza. Quando arrivano i primi metri in piedi, capisci che il grosso è fatto.

4. Bolina e risalita controvento

L’ultima tappa da principiante è la bolina, cioè risalire controvento invece di derivare sempre sottovento. È ciò che ti rende autonomo: senza bolina finiresti ogni bordo molto più in là di dove sei partito e dovresti tornare a piedi. Quando cominci a risalire, sei ufficialmente un kiter indipendente.

Se vuoi vedere come questo percorso cambia in un altro sport che insegniamo, c’è il confronto tra kitesurf e wing foil: aiuta a scegliere la disciplina giusta prima ancora di iniziare.

Quanto tempo ci vuole davvero

Risposta onesta: dipende, soprattutto dalla costanza e dalle condizioni di vento che trovi, molto meno dal talento. Un quadro realistico, però, si può dare.

FaseCosa impariQuando arriva di solito
Prime oresicurezza, controllo del kite, finestra del ventogiorno 1
Body dragmuoverti in acqua senza tavolagiorno 1-2
Water startpartire sulla tavolagiorno 2-4
Bolinatornare verso il punto di partenzadopo pratica costante

Non sono promesse: il vento e la continuità cambiano tutto. In termini pratici, però, si parla di un percorso che si misura in giornate. Un consiglio: meglio concentrare le lezioni in giornate ravvicinate che spalmarle a settimane di distanza, perché la memoria muscolare ringrazia e i progressi arrivano molto più in fretta. Per scegliere il periodo giusto in cui venire torna utile la guida alle Saline.

Cosa non serve per iniziare

Spesso è la paura sbagliata a frenare chi vorrebbe provare, quindi sfatiamo qualche mito. Il fisico da atleta non serve: a lavorare è la vela, e persone di ogni età e corporatura imparano senza problemi. Non serve nemmeno esperienza pregressa: surf, windsurf e snowboard aiutano un po’ con l’equilibrio, ma chi parte da zero arriva benissimo allo stesso traguardo. L’attrezzatura è inclusa nel corso, dal kite al caschetto passando per muta e imbracatura; a comprare il tuo materiale penserai solo quando saprai cosa fa per te, e a quel punto, da partner ufficiali Duotone, ION e Fanatic, sappiamo consigliarti bene. Quanto al coraggio, meglio non averne troppo: i migliori allievi sono quelli che ascoltano e vanno per gradi.

Quello che serve davvero è un costume e un paio di giornate da dedicare. Il resto lo mettiamo noi.

Perché Le Saline è lo spot giusto per partire da zero

Non tutti gli spot sono uguali, e per un principiante il posto fa una differenza enorme. Alle Saline si entra in acqua direttamente dalla spiaggia, senza scogli né ostacoli da scavalcare, e l’acqua diventa presto profonda: mare aperto, quindi impari da subito nelle condizioni in cui poi navigherai davvero. Il vento fa il resto: lo scirocco termico soffia di solito side-on, di lato rispetto alla riva, la configurazione più amichevole per chi comincia perché tende a riportarti verso terra anziché al largo. I venti della baia mese per mese sono nella guida alle Saline.

E qui sta la nostra differenza concreta. Con il gommone di appoggio lavoriamo in mare anche quando la direzione del vento non sarebbe comoda da riva, e con il radio-casco l’istruttore ti parla in tempo reale mentre sei in acqua: ti corregge subito, ti rassicura, e per un principiante quella voce nell’orecchio abbatte lo stress. Su come gestiamo la sicurezza c’è l’approfondimento dedicato alla sicurezza nel kitesurf.

Come ti seguiamo durante il corso

A lezione hai davanti istruttori certificati CONI / MSP Italia che insegnano questi sport per mestiere: chi ti mette la barra in mano sa esattamente cosa stai provando, perché c’è passato. S-LOOP è nata alle Saline nel 2023 da Cristian Cancino, oltre quindici anni passati nell’acqua, e da allora lavoriamo nello stesso modo: seguirti da vicino, correggere al momento giusto e lasciarti spazio quando ci prendi la mano.

Le lezioni sono individuali, per andare al tuo ritmo, oppure in piccoli gruppi fino a tre persone, comode se vuoi imparare con un amico o il partner e dividere i costi. In tutti e due i casi il rapporto resta stretto, ed è questo, più ancora dello spot, che conta davvero quando parti da zero.

Facciamo lezione sempre alle Saline, ma ci raggiungi comodamente da tutta la zona, da San Teodoro alla Costa Smeralda. Per sapere come arrivare e organizzare la giornata scrivici: ti rispondiamo in base a dove alloggi e all’ora in cui vuoi essere in acqua.

Da dove si comincia

Se l’idea ti gira in testa da un po’, il modo per capirlo è uno: provare. Dai un’occhiata ai corsi di kitesurf a Olbia oppure scrivici: ti diciamo com’è il vento nei giorni in cui vuoi venire e troviamo la formula più adatta a te.

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